Michè

te lo dico sotto questo cielo birra
che ci ha visto nascere il 26 aprile
ad un anno di distanza, che cazzo
sono tornato a fare qui, in questo

posto di sole parole scatole vuote
buone appena per tagliarsi le dita
e i sogni dagli occhi? Che ci sono
venuto a fare, a vederti morire? I

bicchieri che stringi fra le mani lo
sanno, mi diresti, a vivere che si
muore. Ma non mi basta, Michè,

non mi è mai bastato una donna
d’amare e scopare, una casa da
comprare e un lavoro da sudare

[DALL’ALTRA PARTE DELLO SPECCHIO]

perché io la vita la so solo voglio
sillabare. I bicchieri ch’io stringo
fra le mani lo dicono. Le ombre,

Miché, dipinte sui muri muti dei
palazzi, ora che sono arrivato a
casa di notte, sfidano lampioni

e Venere. E ridono come più di
me, sveglio sulla veranda dove
ho creduto di divenire re d’api
prima che soluna mi pungesse

di realtà. E non importa più se
nessuno m’ascolta perché che
mi frega se mi si ascolta, i conti
sono panni stesi al vento, m’hai

Detto e ora capisco

(A tutto quello che ho perso
e continuerò allegramente a perdere

Ri Ass colta http://www.youtube.com/watch?v=PXyrCRd1ikw

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...