26 aprile Michele Signorile

Vento che spazzi via i pensieri forte
fra i rumori scintillanti di una sega
circolare, come la vita, dicono, anche
se c’è un inizio e una fine, come per

quest’anno che è finito e s’è portato
via Michele, gli amici da bambini, l’idea
di famiglia. Uno nuovo verrà, di nuovo
avrà solo il numero, uguali parole sole

per raccontarlo. La paura di chi come
me sa che la precarietà è vivere a
metà, ma non fa niente, forse l’Africa

mi darà una mano per ritornare ad
andar lontano dove gli occhi so(g)no
una finestra sul mondo che ci spetta.

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