L’ombra pesante della morte

L’ombra nuda pesante della morte
stanotte è venuta
vicino al mio letto
appoggiandosi con tutto il buio
sul mio petto stanco
cercando di bloccarmi
le braccia. Io come un demonio
pazzo le ho urlato,
con un morso mi sono liberato
e ho preso con forza
e rabbia a tirarle pugni in faccia
e più di uno è andato a segno.

Poi d’improvviso il sogno.
Con alcuni amici
e qualche inutile
nemico del passato
noi stavamo correndo
in strada. Era la tangenziale sud
con le auto accanto
che sfrecciavano sempre più veloci
così pericolose.
Assieme a noi sulla
corsia d’emergenza
un misterioso fabbro
in motorino mentre
io testardo mulo
mi occupavo solo
di mantenere certa
una più lunga falcata di corsa.
Così ci siamo fermati in un posto
dove ho poi comprato
il gelato per tutti
ma sapevo d’avere
fretta, una dannata fretta.
Dovevamo arrivare in un bosco.
Era la sola possibilità
di salvezza, o così
mi sembrava, in questa
notte referendaria.

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