Gli spazzini del no

Eccoli, gli spazzini
del no che litigano
becchi e zanne sbavano gridano
sulla carcassa del sì. Si mordono
per il fegato il cuore ancora
caldi della riforma.

Certo, non era una cosa perfetta
ma di perfetto non c’è proprio niente
nemmeno la volontà della gente
e sta cosa va detta
tanti troppi errori
bisognava avere più coraggio
portare a termine il lavoro
farne un nuovo viaggio
ma a dire il vero c’era un passo
foss’anche zoppo lento e malfermo
ma per una volta sola
non andava indietro
non era un gambero
per una volta guardava avanti
come una speranza:
decidiamo del nostro destino
diamoci un governo che governi
un parlamento che faccia le leggi.
Era un cambiamento.

E ora? Ora gli spazzini
del no devono capitalizzare
il consenso. Vogliono
passare per il voto
ma velocemente perché la smania
di potere non può più attendere.
Non può non vuole attendere neppure
quello che fino a ieri disprezzava
oggi va bene se domani si vince.

E poi ci sono gli utili idioti
gli ignoranti gli arroganti
gli anacronisti dal puro futuro
i leoni digitali del profondo Nord
c’è chi offende solo, e ancora
i difensori della Costituzione
la più bella del mondo
che non hanno mai letto
i moralizzatori
senza responsabilità alcuna
ci sono i mezzi busti
sui piedistalli che misurano
la propria coerenza
molle sull’incoerenza altrui.
Ci sono e ci saranno
tanti altri tempi bui.

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