Un altro me un’altalena

Un uomo e un cane
seduti sull’erba
della quiete
Moscerini sul taglio l’orizzonte
è obliquo

Le cose come le spose
rose di droghe odorose
non cambiano
Sono loro che cambiano te
Soltanto un altro caffè
un’altra alba un altro me
che possa attraversare
le porte morte mai più risorte
e godere
di un’abbronzatura da cortisone
al cuore la cipolla del sole
c’è chi la sfrutta
chi questo mondo è alla frutta
chi io non mangio manco più
grida chi io mi resta solo la lotta
c’è chi il male ce l’ha nel sangue
come me
e a dirla tutta è meglio così
Domenica è di nuovo lunedì

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3 pensieri su “Un altro me un’altalena

  1. l’ho riletta più volte, percorsa più volte, come necessaria oscillazione…
    non so cosa voglio dire con questo pensiero, ma è così, di trasporto, e va così

  2. Questa è bellissima e come dice erospea, che l’ha fatto, come me, assolutamente da rileggere. Molto intensa. Di nuovo ti abbraccio. Isabella …e siamo già a mercoledì

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