Chair à étoiles

Come eterno a te ritorno, Nulla
provvisto di parole. Sono bambino
del buio nel bosco, sul cuscino
del cielo la testa, e tu lattea culla.

Chair à étoiles, mi dici da 2 anni,
io inventando il cuore pensante
per cercare di accendere le ombre
ferme sulla porta della stanza. Ora

guarda, la mia aurora è mostruosa;
con il suo gregge notturno di stelle
mi espLODE negli occhi, raccolta

l’alba sulla pelle; la calma di uno
scemo che ride è il fiore che voglio,
dopo il Suo silenzio, il mio canto.

(pour le deuil de ma naissance)

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Un pensiero su “Chair à étoiles

  1. Sì, siamo figli delle stelle, siamo carne. Sono rimasto impressionato nel leggerla. Versi notevoli: tutti. In particolare sono rimasto colpito dall’ossimoro “per cercare di accendere le ombre
    ferme sulla porta della stanza”. Sento sulla pelle un brivido, i miei ricordi giungono indietro, molto indietro, quasi alla soglia del primo anno. Nella mente m rimangono molte ombre, persone forse o solo ricordi dio immagini inesistenti, o qualcosa che vedevo ma che ho rimosso.

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