Pescatore di luce o chemiosonetto 

Alla mia leucemia
che scorre sotterranea
come un Lao spirituale

Amore che mi precisi contro
il ritmo già li scordo i difetti
del mio cuore il gatto scatto
sui tuoi piedi lo smalto rosso

Senza mai una tregua come
le onde io non so che amarti
mosso lo sguardo magnetico
luna e rotte la notte in mare

Tu sei la mia terra promessa
la mia nuda promessa sposa
e saranno tempeste di sole

botte di gioia e risate salate
buone di pane e pomodoro
La stella polare nel cielo terso del mattino
ora ci imita il cammino
Un turbinio di foglie
le figlie del maestrale
non limita il volo a otto delle rondini
fra gli angoli dei palazzi
In basso a questo male
ci sono solo io come ognuno dei pazzi
del mondo

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Sguardi di crisantemi

#1
Tu, come stai?
Cantava Baglioni
rispondo dopo pochi secondi

È vero che mi sento un santo
ma essere un santo non vuol dire
non avere reliquie di difetti
e cattiveria cattiva
come la vipera

Ma è vero che è morto?
Chi?
Baglioni
Ma no
Ho letto che è in tour
E vabbè. Non si sa mai
strada facendo morirai

#2
Gridi di rondini
sfrecciano lucertole
del sole sono vive
Margheritine ultraviolette

nella discarica la macchia mediterranea
Non sono tranquillo nell’animo mio
e cerco di scegliere
We are family

Morire vivere di cancro
è un incidente stradale
al rallentatore
insieme al dolore
anche la gioia è amplificata
L’esperienza della realtà
è così elettrificata
Acustico rimane solo il cuore

#3
Che meraviglioso inganno
mi regala ancora una volta
il mare
Una montagna d’acqua e sole
e sono più di una pietra
sono il suo crepitio interno
mosso dalle onde che rotola
in mano
Sono vicino e lontano

#3bis
E tornano quegli occhi
armati solo dei loro problemi
che parlano piangono lamenti
e mai ascoltano
perché sono un buco
e ti guardano come tu fossi
già morto

Io sono risorto
da quando sono
invisibile e sordo
Un malato immaginato
liscio come un sasso bianco
la schiuma
sul mal di schiena più cocciuto
della mia vita
Il ricordo quasi
un monito d’amore
my best friend
pentostatina
Sono in remissione
La prima ripresa è vinta

#4
Tiro il fiato e respiro in ogni cosa
sono il possibile fato irriso
il riso pilaf e la rosa dei venti
che ripulisce il cielo sfitto in aria
Altri tempi verranno
altri pugni alla milza
già sanguinante
Pioverà sul bagnato
Sarà salato e brucerà
sulle ferite
ma udite cattedrali di nuvole
all’orizzonte
sarò preciso e veloce
nel colpire
perché la profondità del taglio
è nel dettaglio
del pugno poesia pura
in movimento l’impatto
difesa e attacco

#5
Il mio secondo giorno di compleanno
è un istologico sotto il 5 per cento
perciò soffia vento soffia forte
sbatti la sorte le porte la morte
Io rido anche se sono tutto un livido

#6
La rarità gioca a mio vantaggio
Maggio è finito
Ora è giugno nella mia vita
Comincio a sentirne
la fatica
ma sono un pugno

#7
Solo il respiro diventa più leggero
Sono più sincero
Come un gatto graffio il sole
le mie sono solo parole
Le abbandono
questo è il mio dono
alla verità

#8
Oggi ho dovuto abbandonare
una cosa
tipo il sogno
di noi sorelle famiglia di rosa
Lo dirò alla mia unica figlia
Le dirò del cerchio delle verità
costruite coi dettagli delle bugie
Tutto porta a una scelta
Ogni singolo sorriso ti sorprenderà
per sempre

#9
La realtà lascia come il sole
ustioni sulla pelle
dopo la chemio della poesia
Non ci sono parole idratanti
che possano bagnare
i solchi arsi del mio viso
Ma a guardarmi per davvero
il mio sguardo è di paradiso
Lo dice lo specchio
pagherai per questo riflesso
O è il paracetamolo da mille
la mille lire che ho trovato
in un libro della BÉC
le vibrisse raggianti della birra
Tutto il guadagno
è un bagno a mare
che ora vale molto di più
In un preciso senso
di ciò che è qui è ora
vale forse tutto
come il bello del brutto
proprio come quello che cammina
sugli scogli reggendosi la pancia
piena di cozze crude
Il fare adorabile e vergognoso
delle donne nude
che ho baciato
alcune amato a ragione
rabbioso e introvabile
Come il sale tanti anni fa
l’orizzonte è un inganno
gentile come una buona azione
che chiede l’elemosina all’uscita
dei supermercati come prima
all’entrata della chiesa
Il consumismo è una religione
Le guerre qualcosa da vendere
Serve chi compri
Servono i morti a Londra e a Parigi
Uno schermo
la televisione sublime
con cui posso parlare e mangiare
videochiamare pure a Cristo
Ho in mano il lontano
e sono tristo
i pixel fingono luci di reticoli d’anime
come fanno i diversi versi un universo

#10
E guardo il mondo da un oblò
della malattia
e la vera sorpresa
è che non è cambiato
I moscerini mi danno ancora fastidio
anche se ora li chiamo figli

#11
Tutta musica che non mi piace
questo alzarsi la gonna
per mostrare la pelle appesa
delle gambe magre
Lanci lacci di sensi di colpa
Ci imprigioni nella tua angoscia
mamma
a noi tuo figlio le tue figlie
Il tuo animo è un pronto soccorso
dello spirito
Siamo alla mercé
del tuo eterno umore nero
È la prima forma di infinito
che ho conosciuto
Sono mesi che i tuoi sono solo
sguardi di crisantemi
mentre i miei si sforzano
di essere
un endecasillabo adagiato
lungo tutti gli orizzonti del mondo
che mi ospita e mi abita
le barche dei pescatori
a indicare gli accenti sulle onde
L’alba in mare è la luce del suono
di una tromba
come in un video musicale degli anni ‘80
Mamma
siamo stati felici

#11bis
I granchi ridono sullo scoglio al sole
e io con loro
In un preciso senso sono
il fiore di uno scemo che ride
senza la traccia inutile del minino pensiero
per chi sta di casa nullepart
Sono diventato pericolosamente vero
Questo è il dono della mia malattia
Anniento buchi neri nel sangue
Lancio sortilegi dolci
come il canto delle sirene
capaci di incatenare i demoni
a se stessi
allo scoglio del male che sono
con due sole sillabe di morte
e ti stringevo la mano
per paura di cadere
Stai attento
Si scivola
Scappano
ma pizzicano

Tu non sei Medea
e io non so ancora morire
alla fine
la vedo come Cat Stevens
it’s a wild world

Tu non sei Medea
tu sei il vampiro
dell’eterno amore materno
che non partorirebbe mai
i suoi figli
Sei un contrario
Ti nutri di noi