Papà a San Giorgio

Pensarti è già vederti giovane
uomo col vigore di chi è cresciuto
andando al mare sugli scogli
tu che sei nato sotto le bombe del ‘43

Ti tuffi da sarto fendendo le onde
sembri felice con il nonno Donato
che è l’ordine sei forte più della morte
che hai in sorte infame nel sangue

Il sole ti bagna e mi guardi soddisfatto
di tuo figlio che non teme di tuffarsi
dallo scoglio più alto non ho più paura del buio

Mamma ieri notte mi ha insegnato a contare
le stelle sulla veranda tu cuci e fischi nella sartoria
della vita come l’estate che finisce
in un’ultima soffocante giornata
frinisce nelle cicale dell’ombra
La malattia ha il passo livido
di un granchio sincero
come l’alga verde spirituale
che lo nasconde
Furtivo il mio sguardo è vivo
È il tuo
Pulsa la cozza pelosa del segreto di tutto
sulla bocca di tutti da sempre
fra le sue tenaglie d’amore senza cura
senza un corpo né un’anima per sempre