Troppo vino t’incattivisce

Troppo vino t’incattivisce
come un poeta
che combatte la sua guerra
per la sincerità
con le armi della parola
che non potranno mai essere
altro che una meravigliosa
finzione della realtà
È nel riflesso del lago
il senso profondo
il dettaglio nel taglio
dell’abbraccio delle montagne
la Carnia
che non ha più bisogno
della verità
Sonno e sono sogno

Elaria se mi seguirai
conoscerai
macje per sarti in fioriture
gialle
come campi di girasoli
a inizio estate

Ma non vorrò mai che tu
nella vita abbia solo me
e non prima te

È la paura
l’insicurezza
ha trasformare un consiglio
nel coniglio cattivo
del futuro senza passato
come quello di Donnie Darko
in una minaccia
un’aggressione al proprio
narcisismo
Sono vivo
e vorrei un cane e un figlio

Se ascolti
saprai
ormai
sono slegato da tutto
perché sono tutto
da sempre
per niente
liquido come il passo
di un gatto
tutta questa gente
che compra che vive
Forse non morirò mai
non nascerò più
Il ragno
in attesa
sulla zanzariera
e il segreto è svelato
Elaria ci vediamo a letto

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